domenica 8 gennaio 2012

l'ultima consulenza

qualche mese fa sono stato nominato educatore c.t.p. extraperitale in una indagine per presunti abusi sessuali in danno di un minore di 5 anni, procedimento acceso presso la Procura di Livorno, che si è recentemente definitivamente concluso con la piena soddisfazione del mio cliente e della sua famiglia e con la tutela del minore oggetto di reato

è stato paradossale assistere ad un PM che mi chiedeva consigli accanto ad un altro PM che invece aveva scritto sulle carte del Moby Prince che sono una sorta di matto, ho avuto così una piccola rivalsa verso quella stessa procura in cui la mia figura è stata denigrata con commenti e battutine di vario genere; è stata una "carezza morale" con la quale in realtà non ho ottenuto altro che l'opportunità di parlar coi fatti contro tanti discorsi ma che nulla ha mutato rispetto alla situazione generale che mi pone sempre ad una messa in discussione fra la scelta di accettare o meno un nuovo incarico in tal senso

il mio committente dopo una delle udienze mi ha accompagnato presso l'altro lavoro che stavo svolgendo, quello di portiere notturno in un grande albergo livornese, ben conscio che il ruolo di consulente era ormai discontinuo e dipendeva solo dalla fiducia degli avvocati coi quali avevo cooperato in passato compreso il suo; committente che sostanzialmente ha ottenuto giustizia e non si è posto troppe domande su chi sono o chi si dice io sia ma ha osservato i fatti compiuti che hanno contribuito alla buona soluzione del caso, ma non sempre le cose sono andate e vanno in questo modo perchè talvolta il pregiudizio ed il chiacchericcio costringono a fare delle scelte di opportunità e di rinunciare ad una nomina ovvero all'assistenza del minore oggetto di reato sia da parte degli avvocati che da parte mia

questo senza personalizzazioni ma in forza di una intelligente economia processuale tesa alla migliore assistenza del cliente da parte del legale che ne tutela gli interessi, per cui non mi sono mai sentito "tradito" oppure abbandonato da quei legali coi quali avevo delle collaborazioni continuative negli anni scorsi che poi si sono interrotte dopo i noti fatti del Moby Prince

pochi giorni fa è squillato il telefono con una proposta di consulenza ma ho rinunciato come già altre volte ho fatto negli ultimi quattro anni, perchè questo lavoro lo si fa sostanzialmente sulla pelle dei bambini vittime di un reato non è possibile interrompere il rapporto di fiducia che si crea col minore nel corso dei mesi di assistenza, magari perchè esce un articolo sul giornale o perchè nei corridoi della procura le voci rimbalzano fra un mancato coiffeur pour dames con l'uniforme da poliziotto e qualche avvocato al quale sono stato consigliato

ho sempre detto e scritto che i bambini vittime di reati sessuali sono una singolare e terribile categoria di vittime, perchè questi sono allo stesso tempo le vittime del reato patito, i testimoni del reato, l'oggetto del reato ed anche il soggetto del reato posto in essere nei loro danni e che di danni ne procura parecchi ed a lunga scadenza purtroppo; sono convinto che non hanno bisogno anche del mio senso di rivalsa verso una procura o della mia necessità di rifarmi una verginità sociale e professionale

l'etica non è solo un accessorio acquisito con la professione ma dipende anche dalla propria moralità che non deve essere confusa con la morale


anche questa esperienza mi ha consentito di pormi in discussione e mi ha permesso di comprendere che per qualche tempo ancora non sarà possibile condurre una professione stabile, per cui sarà meglio ritirare fuori le mani da massaggio e ricontattare qualche schiena dolorante se voglio mantenere la mia famiglia...


Fabio Piselli

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Fabio Piselli