Nave Concordia appartiene ad una grossa società che muove molti interessi a livello internazionale, come tutte le grandi compagnie esiste un ufficio sicurezza che dipende presumibilmente dalla compagnia madre o dalla società più importante del gruppo e delle joint ventures contratte, ufficio che opera coi propri uomini a bordo di ogni singola nave atteso che questo tipo di crociere possono essere oggetto di sequestro, di terrorismo e di atti di pirateria e necessitano perciò di personale di sicurezza qualificato per rispondere e gestire ogni tipo di minaccia, oltre a quello delegato per la sicurezza dei beni presenti a bordo, dai negozi al casinò fino alle opere d'arte
molto probabilmente la catena di comando è scollegata dal vincolo del comandante di ogni singola nave per quanto il coordinamento con questi è stretto e continuo, come lo è con le varie forze di polizia di ogni paese toccato, specialmente polizia di frontiera, con cui interscambiare notizie rispetto ai semplici statini di presenza degli ospiti ed ogni eventuale riscontro coi bollettini di ricerca o allarme emanato dalle polizie stesse, per cui è presumibilmente corretto ipotizzare che chiunque salga a bordo di ogni singola nave sia smarcato e censito ovvero identificato per ogni uso consentito dalla legge e dalle regole interne alla compagnia armatrice
nel caso di Nave Concordia possiamo inoltre ipotizzare che gli operatori di sicurezza a bordo fossero presumibilmente appartenenti ad una società estera, forse americana forse israeliana (per quanto ve ne è una nascente italiana) organizzata e competente per gestire ogni forma di emergenza fra le quali l'emergenza in mare ed ognuno di loro sia stato abilitato alle manovre di emergenza marinare oltre alle proprie attività di squisita sicurezza, cioè di protezione dei beni e delle cose ad essi delegati
questi soggetti hanno infatti il compito di offrire sicurezza a quanto previsto dal loro mandato e non solo ai passeggeri nei casi di abbandono nave e certamente si rapportano col proprio livello superiore presente negli uffici madre delle società armatrici, presumibilmente all'unità di crisi, per cui potrebbe essere utile per le indagini acquisire anche le comunicazioni (extra sala radio) fra gli operatori a bordo e quelli entroterra per meglio comprendere lo stato della situazione prima durante e dopo l'incidente
è altresì interessante comprendere l'esistenza o meno di quei canali d'imbarco diversi dal normale check in dei passeggeri e dell'equipaggio (elettronico) al fine di meglio comprendere se vi sia la possibilità della presenza a bordo di soggetti non censiti, talvolta per mera abitudine di sbarco-imbarco del personale che rientra o che raggiunge un porto, talvolta per esigenze della compagnia madre
Nave Concordia era un mondo in movimento ed il comandante ne rappresentava la parte più visibile e quella immediatamente spendibile in caso di guai, come avviene con il suo sostanziale abbandono, il quale d'ora in poi navigherà solo in un mare di guai appesantito dal rimorso delle vite perse a causa della sua imprudenza
queste compagnie non fanno i soldi con la sola quota di crociera ma con tutto l'indotto ad essa collegata, dai negozi al casinò e tutto ciò che consente di muovere interessi coinvolgendo talvolta personaggi dello spettacolo per attrarre i passeggeri che acquisteranno nei negozi e giocheranno al casinò
la crociera è una esperienza bella che consente ai poveri di sentirsi ricchi ed ai benestanti di godersi quei settori nei quali occorre l'invito per entrarvi, ovvero la selezione data proprio dalla capacità di spesa o dallo spessore rivenduto come immagine o come consenso per altre forme di investimento da parte della compagnia madre e delle holding ad essa collegate o delle quali la stessa fa parte
il personale è spesso proveniente dal mondo povero mentre il biglietto da visita è dato da un quadrato ufficiali carino e luccicante, uomini e donne, che amaliano i passeggeri meno benestanti e servono quelli che invece muovono i soldi, in fondo niente di diverso di ciò che avviene a terra
l'esperienza ci insegna a diffidare da ciò che luccica, specialmente quando chi lo gestisce è un soggetto che se gli togli la bella uniforme ti verrebbe voglia solo di chiedergli chi è il suo parrucchiere, perchè con quella pitta e quella ghigna ti viene voglia di perquisirlo più che di affidargli una nave; naturalmente è solo una battuta e provo grande rispetto per Schettino anche se reo di un errore che lo condannerà moralmente per tutta la vita
ciò che intendo dire è semplice, ogni grande interesse muove altri interessi che garantiscono la tutela dei propri interessi, dovremmo quindi chiederci se nei casi di emergenza i passeggeri sono il vero primo interesse di bordo...
Fabio Piselli
Gent.ssimo Fabio,
RispondiEliminadato atto del fatto che la rincorsa al forcone e al capro del caso è decisamente discutibile, e considerando inoltre condivisibili le tue parole e riflessioni, il grande rispetto per Schettino da cosa deriva? (solo curiosità, sinceramente)
salve Daniele,
RispondiEliminami consideri uno già inforcato per cui ben conosco la rincorsa al capro espiatorio e spero di non far parte della massa....
il rispetto per Schettino consiste nella piena consapevolezza del senso di isolamento che prova e della difficoltà di porre in discussione il suo agito, augurandomi che sia supportato dagli affetti e non solo dal non volere colpe difendendosi oltremodo di stomaco e non sinceramente...
il rispetto nasce dalla empatia verso un uomo a cui sono state delegate ed ha accettato delle responsabilità che non ha saputo gestire, che merita il rispetto di tutti noi come uomo che ha sbagliato e portato a morte degli innocenti, supportato quindi da chi pur "schernendolo" gli offre la mano per essere punito per ciò che ha compiuto e per non essere strumentalizzato come capro espiatorio in favor di coscienze altrui da difendere...
F
Bentrovato. E' passato un po' di tempo dal nostro dialogo telefonico, agevolato dalla compianta e comune amica Gabriella di Roma. Mi congratulo - quindi, per l'analisi chiara e diretta sul fenomeno d'una nave, la Concordia, il cui tragico epilogo è al vaglio degli analisti situazionali di mezzo mondo, non foss'altro per il nome che, nemmeno tanto vagamente, ricorda quello d'una nota e coperta associazione. Buon lavoro. O.P.
RispondiEliminaciao Aldo,
RispondiEliminaimmagino che Gabriella si stia facendo una bella mangiata col Padreterno...
F