domenica 29 gennaio 2012

analisi di una nave fantasma...

nelle indagini relative alla tragedia del Moby Prince è emersa chiaramente in modo incontrovertibile la presenza di una nave considerata "fantasma" perchè rimasta ignota ovvero non meglio identificata rispetto al presunto nominativo di "Therese", sempre che fosse solo una e non più di una

se osserviamo la presenza di questa nave guardando solo le carte relative alla tragedia ne interpretiamo il senso come "una nave fantasma presente durante un evento incidentale", cioè la collisione fra il traghetto e la petroliera; per cui limitiamo la nostra analisi alla sola valutazione giudiziaria e di polizia giudiziaria delegata da una procura ordinaria di indagare (dopo l'evento) sostanzialmente a 360° per verificare le varie ipotesi, fra le quali anche quella che vi potesse essere stato un traffico illecito intorno al Moby Prince che ha visto coinvolte delle navi come, appunto, la nave fantasma identificata solo come tale ma mai nei fatti indagata rispetto alle ragioni per cui era presente in rada per quanto la procura procedente è stata brava a provarne almeno la presenza

se osserviamo invece la presenza di questa nave valutando l'ipotesi di un traffico di armi le cui dinamiche hanno con-causato l'evento incidentale ne possiamo interpretare il senso come "una nave fantasma presente nell'area in cui vi era un ingente movimento di armi e di materiale bellico effettuato sia ufficialmente che ufficiosamente ma, presumibilmente, anche in modo clandestino" questo perchè vi era la Difesa USA che movimentava armi da e per Camp Darby poi verso Talamone e per la ragione (ipotizzata) che fosse in essere un ulteriore traffico di armi fra l'Italia e la Somalia effettuato in modo clandestino (ma non ignoto) e sostanzialmente nascosto sotto il più ampio ombrello di quello americano che nessuna autorità nei fatti controllava

dobbiamo quindi raggiungere una deduzione logica rispetto alle due interpretazioni sopra esposte, la mia conclusione è molto semplice; nel primo caso la nave fantasma è stata scoperta dopo l'evento perchè naturalmente le indagini sono scattate solo a fatto avvenuto mentre nel secondo caso la presenza della nave fantasma non poteva essere sconosciuta ai sistemi di monitoraggio umani ed elettronici che vigilavano l'ingente movimento di armi in ogni sua forma lecita e presumibilmente illecita condotto nel porto e nella rada di Livorno, ovvero lecita ma irregolare ed illecita ma nota, per cui la sua presenza era stata rilevata prima dell'evento incidentale da parte di chi stava proteggendo un enorme movimento di armi condotto mentre la prima guerra del golfo si stava definitivamente concludendo e per quanto ne sappiamo dobbiamo paradossalmente ipotizzare che a bordo della nave fantasma ci poteva essere lo stesso Saddam Hussein, al tempo vivo e vegeto, con una cerbottana atomica pronto a far saltare la base militare di Camp Darby e la città militare di Livorno

indagare un incidente navale prevede degli strumenti giuridici coi propri limiti e le proprie risorse, indagare un traffico di armi prevede invece degli strumenti giuridici con maggiori competenze e con l'inevitabile coinvolgimento dell'intelligence militare senza sudditanza di sorta ma con la volontà di superare i meri apparenti "no" documentali e pretendendo altresì di capire bene i ruoli e le attività di chi era presente nell'area del disastro

ritengo importante insistere sulla attivazione di una commissione di inchiesta parlamentare che indaghi il traffico di armi fra l'Italia e la Somalia avvenuto fra il 1987 ed il 1991, perchè solo con questo strumento possiamo quantomeno raccogliere delle notizie idonee per arricchire il quadro di insieme dei fatti da analizzare per raggiungere almeno la verità storica su ciò che avveniva in quel periodo a Livorno e non solo e sui fatti incidentali con-causati da tale traffico (Moby Prince, et al) ed omicidiari (Ilaria Alpi, et al) direttamente legati al traffico stesso ed alla Somalia

in sintesi se vogliamo effettivamente conoscere e riconoscere i fatti a causa e concausa dei quali sono morte 140 persone a bordo di un traghetto di linea dobbiamo pretendere che le indagini condotte siano capaci di superare il mero riscontro di un nominativo fasullo (Jhon) nei registri di un hotel, per poi dire che non essendoci il nome registrato non c'era il personaggio


chissà, magari era un fantasma...

Fabio Piselli

5 commenti:

  1. Salve Fabio,
    nonostante sia la prima volta che ti scrivo, avevo seguito fin dall'inizio le tue vicende, e conosco la tua storia. Per cui se ti dico che ti ammiro molto non c'è bisogno che ne spieghi il perchè.

    Poi avevo perso le tue tracce e quando ti ho ritrovato , con di nuovo la voglia di scrivere e, con la gioia di essere padre, ho tirato un sospiro di sollievo, credimi.

    Su quanto accaduto al Moby Prince, credo abbiamo più meno la stessa "idea" di fondo..., che anch'io sospettavo già dai primi giorni dopo la tragedia. Leggere poi ,anni dopo, alcuni tuoi post, è stato molto utile , perchè me ne ha confermato/integrato, come temevo, la verosimilità.

    Ho solo aspettato che fosse finito il processo, perchè immaginavo fossi più libero di ragionarci con più libertà, non più sottoposto al vincolo della AG.

    Per questo, fatta questa premessa, vado subito al sodo limitandomi solo a quei dettagli che non mi sono ancora del tutto chiari

    Quello che volevo chiederti è l'idea che ti sei fatto sulla dinamica concreta dell'incidente, o perlomeno quella più plausibile

    Premessa: se ipotizziamo la pilotina lanciata da un c.d commando di interdizione contro l'Agip Abruzzo che stava rifornendo le navi militarizzate,(e che la colpisce, a quanto mi risulta) per quale motivo anche la Moby finisce contro la Abruzzo?

    Ipotesi 1: movimento brusco d'emergenza della Abruzzo che taglia la strada alla Moby?

    Ipotesi 2: è invece la Moby che va addosso alla Abruzzo?

    E se sì per quale motivo secondo te?

    Ipotesi 2/A Il fumo dell'incendio intorno alla Abruzzo che impediva di vederla bene, oltre ai radar fuori uso inibiti dal cono d'ombra della schermatura eletronica nella zona di operazioni

    Ipotesi 2/B Uno speronamento deliberato da alcuni "colleghi" del commando a bordo della Moby, che dirottarono il traghetto contro la Abruzzo per creare altro caos e che desse il tempo ai loro "amici" di esfiltrare la zona.

    Perchè, in quest'ultimo caso, quei presunti corpi in più ritrovati sulla Moby, con pure qualcuna delle loro armi,si sarebbero votati al "martiro"..? O qualcosa anche a loro , magari è andanto storto?

    Volevo sapere se c'è qualcuna di queste ipotesi che ti sembra più plausibile e quale.

    Oppure se tu ne ha un altra.

    Grazie

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  2. come ho testimoniato la sera della tragedia contestualmente al rilascio degli ormeggi del Moby Prince erano presumibilmente in corso due differenti movimenti di armi e di materiale bellico nella rada labronica, uno quello americano che era legale ma eseguito in modo irregolare l'altro quello italiano invece del tutto illegale e clandestino ma presumibilmente noto alle autorità di sicurezza, noto altresì alla sicurezza americana che non poteva non sapere cosa avveniva intorno ai propri interessi militari
    ho ipotizzato, forte del risultato di alcune ricerche, che parte di queste armi era stata distratta anche in favore della Palestina oltre che verso i Balcani, questo perchè tali traffici sono veicolati tramite dei vettori che usano le proprie navi anche per il normale commercio di prodotti verso i vari paesi, e chi agisce da agente per le armi è generalmente capace di organizzare una consegna in modo compatibile con la programmazione di un viaggio del tutto legale, così da far risultare la nave madre in un porto con una ragione plausibile mentre la "balena" che resta al largo e che poi riceverà il materiale resta del tutto anonima o con un nominativo fasullo, tale da essere poi considerata una "nave fantasma"
    da alcune ricerche è inoltre emerso che negli atti di una procura italiana, che indagava il traffico di armi, dei cittadini israeliani erano stati identificati mentre spiavano il movimento dei militari italiani di stanza anche a Livorno che poi andranno in Somalia dove questo monitoraggio continuerà; israeliani che la sera della tragedia del Moby Prince erano presumibilmente presenti in rada con degli operatori della sicurezza privata (non ho mai detto che fossero del Mossad mentre è il Sismi che dice alla procura che questi erano ex del Mossad e della Difesa israeliana)
    ho ipotizzato che il monitoraggio di quella sera fosse stato scoperto da chi difendeva il traffico di armi verso la Somalia, oppure fossero passati al tentativo di interdirlo, e ne sia nato una sorta di scontro che ha causato il primo incendio a bordo di una piccola imbarcazione, forse un peschereccio, che prima sfiora o batte contro l'Agip Abruzzo e poi affonderà i cui resti risulteranno nei fondali livornesi
    non parlo del XXI oktobeer II (che non ho mai detto essere affondato) ma di un peschereccio privato sul quale agivano questi operatori israeliani
    questo può essere un motivo per il quale l'Agip Abruzzo, che se ne stava serenamente alla fonda, ha cambiato direzione di prua oppure ha manovrato in modo più ampio
    Il Moby Prince può aver colliso contro la petroliera per questa manovra e per le manovre delle altre imbarcazioni, fra grandi e piccole, coinvolte nell'ipotetico scontro, perchè costretta a manovrare a sua volta fino a trovare la petroliera che poi ha forse cercato di riportarsi in un punto nave "legale"
    l'altra ipotesi riguarda invece la presenza a bordo del Moby Prince di soggetti che hanno effettuato una volontaria collisione per creare un diversivo, senza pensare che invece della prua dell'Agip Abruzzo hanno poi incontrato l'unica tanica colma di greggio che ha causato quel terribile rogo, direzione di prua mutata per i motivi sopra ipotizzati
    una ipotesi di questo genere può sembrare fantasiosa ma non del tutto fantastica se si considera che solo il comandante sarebbe stato forzato a dare ordini di cambio rotta senza che gli altri ufficiali se ne accorgessero ed eventualmente solo il comandante sarebbe stata l'unica vittima incidentale nella minore ipotizzata collisione
    capisco che sembra un film ma occorre conoscere quel tipo di operazioni e taluni protocolli per riuscire poi a considerare questa ipotesi meno fantastica, soprattutto se posta in essere da operatori che nella loro storia erano già stati protagonisti di attentati e di eventi con oggetto degli interessi italiani

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  3. Grazie per il commento esasustivo, Fabio.

    Come vedo abbiamo più o meno la stessa idea. (Anche sugli "amici" sempre a bordo del Moby Lines) E non perchè io ti creda ciecamente ma perchè sono arrivato a ipotesi simili in questi anni su basi altrettanto razionali e cognitive.
    E' soprattutto la seconda parte quella su cui mi interessava di più la tua opinione (le ipotesi più plausibili della dinamica dell'impatto).

    Personalmente, anni orsono, quando lessi di alcuni episodi che accaddero nei giorni/settimane successive alla tragedia, riconobbi inconfondibilmente (a mio avviso) una forte puzza di depistaggi istituzionali.

    Poi con gli anni, quando vennero realizzate inchieste anche da alcuni giornalisti investigativi sulle ipotesi di quel tipo di traffici quella sera in quella zona di mare e la presenza di quel tipo di navi, realizzai che i miei sospetti erano più che fondati.
    Poi, dopo la vicenda terribile che ti coinvolse, conobbi il tuo blog e le mie supposizioni trovarono ulteriore conferma nei tuoi post, molto interessanti, perchè fin da subito mi resi conto che chi li scriveva non non era uno dei tanti paranoici che vedono complotti ovunque , ma sapeva bene di cosa parlava e aveva un elevata cognizione tecnica degli aspetti collaterali e ambientali della questione.
    Ovviamente, da lì poi a capire o immaginarsi con certezza con quale perversa dinamica può arrivare un traghetto (già grande di suo) ad andare schiantarsi contro una cosa ancora più enorme come una petroliera è un altra cosa.
    Ma non solo a me non "sembra un film", ma è molto, molto verosimile, quanto detto.
    Anche perchè fatti eccezionali possono avere solo spiegazioni eccezionali (ma sempre spiegabili o dipanabili a loro modo, anche se più complessi)
    Per questo sulla "nebbia d'avvezione" non ci entro neanche perchè è una cosa talmente ridicola che ci sarebbe da ridere se non si parlasse di una disgrazia.

    A quanto leggo mi sembra quindi che, a grandi linee,le mie 2 ipotesi di scenario (singolarmente o concomitanti) assomiglino per alcuni aspetti alle tue.

    Come avrai letto io avevo ventilato l'ipotesi di un atto di tipo "terroristico" da parte di chi voleva dare una "lezione" all'Italia per quel traffico, concepito con una piccola imbarcazione, data alla fiamme e poi lanciata contro la Abruzzo, la stessa che stava magari rifornendo di combustibile le navi che dovevano svolgere quelle spedizioni.
    Del resto non sarebbe una novità , visto che di "lezioni" o avvertimenti ce ne hanno date diverse in passato, dai mari, alla terra, all'aria...
    Tu quindi, se ho ben capito , escluderesti questa ipotesi..?
    Sei più dell'idea, a quanto leggo, della scoperta fortuita (da parte di chi vigilava sulla sicurezza delle operazioni) di questi operatori ostili che le spiavano segretamente, e che una volta scoperti, c'è stato uno scontro in cui per puro caso è stata colpita l'Agip...?

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  4. credo che sarebbe stato utile sentire a verbale questi israeliani, che sono stati identificati anagraficamente, mentre erano ancora in Italia, luogo ove sono tornati e molti ancora risiedono; tanto per farsi una idea sul tipo di ingaggio e di attività svolte in generale sul territorio

    oggi vi sono scuole di formazione di operatori di sicurezza di elevata qualità che vendono i corsi di anche di questi israeliani ed anche tramite i militari o gli ex militari italiani delle forze speciali, inviando gli allievi in israele per training di vario genere e quindi per essere immessi nel mercato della sicurezza privata e con incarichi di consulenza anche a livello governativo

    un mercato che nel nostro paese vede molti parolai ed un buon numero di specialisti qualificati che ritroviamo nei vari teatri di guerra ingaggiati dalle multinazionali....

    F

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  5. Sì, quella delle "scuole di high security" Made in Israele più o meno travestite che pullulano in Italia è un aspetto di cui sono a conoscenza.
    Daltronde siamo un paese di sbadatelli che pensano di essere furbi.. E governati da molti Schettini...

    Quella degli "israeliani identificati ma poi nemmeno interogati , dove poi sono tornati e tuttora risiedono" invece è un altra bella "perla" che non sapevo... molto interessante..

    Mi segno anche questa..:-)

    E magari ci tornerò in un prossimo commento..


    Grazie delle "opinioni" Fabio..

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Fabio Piselli